Comitato Civico “Lettieri”
cittadini che vogliono cambiare la realtà in cui vivono

L’archiviazione dell’esposto alla procura della repubblica

E’ dei qualche giorno fa la notifica del Pubblico Ministero della V Sezione Urbanistica della Procura della Repubblica di Napoli che ci comunicava l’archiviazione dell’esposto presentato da decine di cittadini del quartiere che denunciavano la bruciatura da parte dei rom di plastica, di fili elettrici, e quant’altro per ricavare rame da vendere, lo scarico intorno agli insediamenti  di pneumatici dismessi  di resti di elettrodomestici, ferraglia d’ogni genere, inquinando in questo modo aria e terreni.

Non sappiamo ancora che tipo di indagine sia stata fatta, tant’è che è stata proposta l’archiviazione della denuncia per il reato contro l’art.256 della Legge 152/2006, che impone un’autorizzazione per chi volesse intraprendere attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione dei rifiuti. Ecco, non è stato mosso neppure l’appunto  che i rom …esercitavano abusivamente, né è stato  accertato nell’indagine che il citato art.256 era completamente disatteso dai rom.

Nel frattempo i rom hanno potuto fare il loro comodo: hanno appestato e avvelenato l’aria, rendendola irrespirabile, senza che la stessa magistratura, pur coinvolta, ritenesse che ciò fosse un reato, hanno dato un sostanzioso contributo alla…gestione dei rifiuti, si sono interessati, a modo loro, della raccolta differenziata, sminuzzando in mezzo alle strade elettrodomestici e simili abbandonati da quelli che sarebbero i cittadini puliti e civili.

 

Forse questa è solo una piccola chicca che dimostra la leggerezza con cui è stato affrontato la questione rom-integrazione-legalità, anche sotto l’aspetto giudiziario.

 

Nel frattempo i rom sono stati portati da un’altra parte, o forse…deportati.

C’è da augurarsi che non si portino appresso tutte le problematiche e le contraddizioni del loro stato di cittadini europei che non cercano affatto l’integrazione.

Forse dovrebbero essere consapevoli che come la loro cultura gitana si sta trasformando (infatti, non sembrano più interessati a spostarsi di continuo, ma preferiscono stabilire la loro dimora in luoghi fissi), così dovrebbe venire di conseguenza la propensione a integrarsi nei tessuti civili e culturali dei paesi in cui si insediano, piuttosto che preferire quei luoghi maggiormente tolleranti che favoriscano le loro attività traffichine.

 

Ci si aspetta che quanto successo spinga a cambiare approccio con il mondo degli immigrati, extracomunitari o rumeni che siano.

Di fronte all’immigrazione, sia clandestina che regolare, non si può girare lo sguardo dall’altra parte.

Se accettiamo gli stranieri dobbiamo essere in condizione di accoglierli, nel senso che gli dobbiamo consentire una vita regolare e dignitosa, altrimenti non gli permettiamo neanche di varcare il confine italiano.

 

I politici e la magistratura  devono assumersi le responsabilità che la loro funzione gli impone; i politici, in particolare, devono smettere di nascondersi e azzuffarsi per partito preso.

 

Noi napoletani non faremmo male a ricordarci che ci dà un fastidio intollerabile quando qualcuno ci giudica negativamente per il solo fatto di essere napoletani.

 

I pregiudizi non portano da nessuna parte.

Non è giusto fare una guerra razziale conseguentemente ad atti intollerabili la cui responsabilità, però, è rigorosamente individuale. 

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