Comitato Civico “Lettieri”
cittadini che vogliono cambiare la realtà in cui vivono

La nostra emergenza

In piena emergenza rifiuti la nostra strada è diventata, come dappertutto, una discarica. Abbiamo aspettato pazientemente e con fiducia che l’apice della crisi passasse sperando nella provvidenza e nel buon senso dei responsabili dell’igiene pubblica. Ma quando abbiamo riscontrato che il trattamento riservato alla nostra strada era diverso da quello riservato a strade adiacenti, siamo intervenuti presentandoci ai responsabili dell’ASIA, chiedendo un immediato intervento di rimozione, lo spazzamento della strada la rimozione delle erbacce. Cosa avvenuta il giorno successivo alla richiesta. Inoltre abbiamo ribadito la richiesta di un incontro con i dirigenti e i funzionari dell’azienda, per esporre le nostre riserve sulla modalità e frequenza degli interventi di ritiro e spazzamento dell’area e per proporci come referenti per eventuali iniziative di sensibilizzazione e promozione della raccolta differenziata rivolte ai cittadini della zona.

Altro fattore di degrado della zona sono gli insediamenti abusivi occupati dei cittadini dell’est europeo che ,come più volte denunciato alle autorità competenti e dalle pagine del nostro blog, contribuiscono non poco a tale condizione. Ribadiamo che il numero di persone che occupano questi insediamenti ha raggiunto ormai le diverse migliaia, in più si sta assistendo ad una nuova disposizione delle fatiscenti strutture in cui queste persone vivono, con ampliamento dello spazio destinato ad ogni nucleo familiare, cosa che denota la volontà di stabilirsi definitivamente in zona. Sempre più frequentemente si nota la presenza in questi campi di nuovissime auto e furgoni che trasportano ogni genere di merce, alla faccia della povertà di cui si dice di queste persone. La loro attività principale la raccolta del ferro e del rame si è incrementata . I piccoli falò per la pulizia del rame dall’involucro di plastica che lo contiene sono aumentati, con la conseguenza che i cittadini della zona sono costretti ha respirare i fumi, sicuramente tossici, sprigionati dalla combustione. A nulla servono le segnalazioni ai vigili del fuoco e alla polizia che non vedendo alte fiamme non intervengono.

Il nostro comitato ha più volte denunciato alle autorità competenti la condizione in cui siamo costretti a vivere, ha più volte sollecitato le istituzioni ad un confronto su questi temi. Cosa sistematicamente disattesa.

Evidentemente la protesta civile non paga.

Facciamo appello ai rappresentanti istituzionali eletti nella nostra circoscrizione elettorale che siedono nei banchi del consiglio comunale o regionale (e ve ne sono) a darci una mano affinchè tale condizione venga affrontata e possibilmente risolta dalle autorità pubbliche competenti.

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