Comitato Civico “Lettieri”
cittadini che vogliono cambiare la realtà in cui vivono

Mag
03

L’emergenza rifiuti è finita per tutti ma non per noi.

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Il comitato Lettieri credeva che il tempo della denuncia e della lotta per un territorio che da anni è ed è stato lo sversatoio di incivili, residenti o di passaggio, fosse terminato. Purtroppo non è così!

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Quell’area resta abbandonata dalle istituzioni, terra di nessuno, quell’area che attraversiamo tutti i giorni, quell’area che circonda le case degli onesti cittadini che pagano le tasse, compresa quella della spazzatura che tra un pò aumenterà, quell’area continua ad essere un mondezzaio. Di chi è la colpa? Sicuramente di chi ancora oggi “butta” la monnezza fuori dai cassonetti, di chi carica in macchina  l’elettrodomestico usato per lasciarlo sul marciapiede , di chi sversa materiale di risulta, gomme usate, materassi, mobili vecchi; sicuramente dell’ASIA che secondo il contratto stipulato con il comune ha l’obbligo di intervenire per rimuovere tali rifiuti; sicuramente delle istituzioni locali che non controllano e intervengono, se intervengono, solo dopo le sollecitazioni di  cittadini esasperati. Il nostro compito , purtroppo non è terminato, siamo ancora pronti a inchiodare alle proprie responsabilità politici e funzionari dell’Asia, a risvegliare il senso civico e a chiedere un’impegno concreto ai nostri concittadini affinchè i nostri diritti siano rispettati.    

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                                                                                                    003Via  Lettieri è una stradina piccola, insignificante, attraversata ogni giorno da chi deve raggiungere le popolose via L.Crisconio (San Rocco) e San Michele non è un’arteria, è un capillare che ha la sua importanza.

Mag
24

Continua la bonifica dell’area occupata dal camp rom  Gli operatori non si risparmiano lavorano fino a tarda sera  I camion portano via i rifiuti e i resti delle baracche   Così si presenta l’area dopo la bonifica               L’eternit di cui avevamo a suo tempo denunciato la presenza viene trattato e imbustato (bastava poco)    Si passa all’altro campo quello alle spalle della chiesa San Pietro e Paolo vengono subito smantellate le baracche    I camion si riempiono.

Pensiamo che la zona debba essere recintata per no permettere lo scarico abusivo come accade in qualsiasi spazio libero del nostro quartiere. Questa richiesta è  già stata avanzata alla Municipalità.

Mag
22

  Alle 9,15 i mezzi si sono ritrovati in Via Lettieri. 

 La ruspa si avvia presso i resti del campo di via Malibran seguita dai camion. 

                                       

                                                                      

 Inizia la bonifica dell’area       

   

è presente la polizia municipale.  

Viene rimosso un  triciclo mezzo bruciato.

  

Un giornalista fotografa il ritrovamento di qualcosa.

 Si caricano i pneumatici

 

segue:

Mag
16

“L’avevamo detto!” E’ una delle espressioni più antipatiche che si possano ascoltare, perché implica sempre che qualcosa si sarebbe potuto fare per scongiurare un qualche avvenimento negativo.      

  

 

Eppure lo dobbiamo dire!

 

Le denunce alla Polizia e ai competenti uffici comunali, gli esposti all’autorità giudiziaria sono sistematicamente caduti nel vuoto, al punto da ritenere le Istituzioni vere responsabili morali dell’assalto ingiusto, incivile e indecoroso ai campi rom.                                                                           

I tanti segnali di insofferenza che nel tempo si sono succeduti sono passati tra l’indifferenza di politici, forze dell’ordine e autorità giudiziaria nonostante le denunce che da più parte venivano, da comitati civici e da privati cittadini.

 

In condizioni normali, quanto successo sabato 10 maggio sarebbe rimasto fatto delinquenziale, gravissimo e inaudito  ma circoscritto alle persone coinvolte, mai avrebbe potuto trasformarsi in una caccia al rom o in una feroce guerriglia.

Invece quella è stata la miccia, su cui, probabilmente, qualcuno ha soffiato più del necessario per far esplodere un malcontento ben conosciuto da tutti, ma trascurato da quelli che hanno tuttora il dovere istituzionale di  intervenire.

Era noto a tutti che la situazione andava deteriorandosi.

A mo’ di esemplificazione, e solo per riportare qualcuno dei tanti titoli che i giornali, nei mesi scorsi, hanno riservato al problema citiamo quello del 28 settembre 2007:

“I VIGILI ABBATTONO IL RECINTO DEI ROM”

Ponticelli, soddisfatti i residenti che denunciano: Questa zona è diventata invivibile.

 

Oppure uno del 5 ottobre 2007:

“PONTICELLI, CASA NOMADI CERCASI”

Ai ferri corti il rapporto tra rom e residenti: Ogni giorno si rischia la zuffa.

 

Oppure quello del 10 febbraio 2008:

“ANCORA ROM A NAPOLI EST, RESIDENTI SUL PIEDE DI GUERRA

 

E guerra è stata.

 

Negli occhi i roghi, quasi come Beirut o Bagdad.

I rom sui loro malandati tricicli, costretti alla fuga, hanno fatto rivivere l’angoscia delle carovane degli sfollati  dei tempi di guerra.

I campi rom abbandonati che, uno alla volta, vengono incendiati con una strategia da cecchini, senza che le forze dell’ordine presenti riescissero a tenere sotto controllo il fenomeno.

“Un gruppo composto in prevalenza da donne e bambini canta e applaude mentre le fiamme divampano nel campo che fino a ieri accoglieva decine di famiglie rom”( dispaccio ANSA del 14.5.2008).

Perché la VI Municipalità  del Comune di Napoli ha tergiversato tanto nel decidere di dare una soluzione al problema?

Quale attenzione ha avuto l’apparato comunale, maggioranza e opposizione in un tutt’uno, riguardo agli stanziamenti rom?

Perché l’Assessorato alle politiche sociali del Comune non è intervenuto?

Perché le forze dell’ordine non hanno preteso il rispetto delle regole anche da parte dei rom?

Perché la Magistratura ha ritenuto di non dover intervenire?

 

Tutti hanno avuto sempre le mani…legate.

 

Mag
14

                                        

Infine è successo. È bastata la presenza delle telecamere per radunare la gente. Da questo punto in poi tutto si è svolto in modo inevitabile. Il blocco del traffico, la presenza degli esagitati che tentavano di entrare negli accampamenti, la tensione che aumentava ad ogni nuova volante che arrivava. I campi vengono evacuati, non si sa dove vengono portati gli occupanti. E poi in serata i fuochi. Inizia a bruciare il campo della villa Tropeano, segue quello presso le” torri.Le forze dell’ordine fanno evacuare l’insedimento di via Malibran

                                                 

                                                                                

  I vigili del fuoco fanno la spola inseguendo le alte lingue di fuoco. Nonostante il dispiegamento di forze inizia a bruciare il campo di via Malibran. Infine viene evacuato il campo presso la Chiesa di San Pietro e Paolo. In strada sono rimasti i più……tenaci che esultano quando gli occupanti degli insediamenti  lo abbandonano portandosi via le vettovaglie. La notte è tranquilla i campi ormai evacuati sono presenziati dalle forze dell’ordine.

Inevitabile o voluto?

Una questione denunciata un anno fa  si è risolta senza che i rappresentanti di questa parte di città capissero l’esasperazione della gente e qual’erano i rischi che si correvano. Bisognava arrivare a questo punto? Sicuramente no!

Sta di fatto che il problema è sta spazzato via nel modo più veloce è irresponsabile possibile. Così, la soluzione invano cercata per mesi dai politici locali e cittadini, è stata trovata ,forse anche auspicata da qualcuno di loro. Non si sono sporcati le mani,  non hanno mosso un dito e non si sono visti mentre la zona bruciava. Il loro fallimento politico sulla questione è evidente. Gli chiediamo, ora, di impegnarsi, affinchè la zona venga pulita è recintata, in modo tale da non permettere nuovi insediamenti.

Mag
12

 Dal portale VIRGILIO Domenica 11/5/2008

Rom cerca di rapire bimba,arrestata
Madre se ne accorge e riprende la figlia,tensione nella zona

Napoli, 11 mag. (Apcom) – Una romena di 16 anni si è introdotta in un appartamento al secondo piano e ha rapito una neonata di sei mesi dal seggiolone. E’ accaduto ieri sera a Napoli nel quartieri Ponticelli. La rom si è intrufolata in uno stabile di via Principe di Napoli ed ha prelevato la piccola allontanandosi in fretta.
La mamma della bimba, però, ha notato la porta di casa aperta, si è precipitata a richiuderla, ma si è accorta che la piccola non era più nel seggiolone. Nonostante il forte shock si è affacciata nella tromba delle scale e ha notato la bimba in braccio ad una nomade. Ha inseguito la romena riuscendo a raggiungerla in strada e a recuperare la bimba. Alcuni abitanti del quartiere, notato quanto stava avvenendo, hanno avvertito la Polizia che tempestivamente ha bloccato la romena arrestandola e sottraendola alla furia degli abitanti della zona. La ragazza, 16 anni, è accusata di sequestro di persona e violazione di domicilio. La folla, inviperita, ha minacciato di voler compiere ritorsioni all’interno di alcuni campi nomadi presenti nella zona. Grazie all’ausilio delle ‘volanti’ dell’ufficio di prevenzione generale della Questura di Napoli è stata però assicurata un assidua vigilanza ai campi rom scongiurando così problemi di ordine pubblico.
La ragazza è stata condotta al centro di prima accoglienza di Nisida. M.D. si era già stata allontanata da una comunità di Monte di Procida, dove era stata inserita lo scorso 26 aprile perché responsabile di furto.

Di questa notizia ne hanno parlato tutti i maggiori TG nazionali. Il rischio è che sia considerato un evento episodico. Noi sappiamo invece che negli ultimi tempi si è avuta una escalation di episodi violenti da parte dei rom.

Si dice in giro che nei giorni scorsi c’è stato un tentativo di aggressione a tre ragazzine nei pressi del parco De Filippo fortunatamente sventato dall’accorrere dei passanti.

Si dice in giro che un tredicenne uscito per una commissione sia stato aggredito e malmenato da quattro rom scesi da un  triciclo.

Alla luce di questi episodi chiediamo maggiori controlli alle forze dell’ordine sul territotio e all’interno dei campi rom visto che i politici discutono ancora se garantire a queste persone la fruibilità del parco De Filippo.

Pensiamo che i cittadini non  debbano più farsi carico dell’incapacità dei politici a trovare una soluzione alternativa agli insediamenti abusivi, per cui queste persone devono essere sgombrate dai suoli che abusivamente occupano. Dove andranno non deve riguardare  i cittadini di una comunità che ha già subito tanto. 

Apr
23

Così, mentre nelle limitrofe strade la raccolta dei rifiuti avviene quasi regolarmente, in via Lettieri la situazione è questa:  

                   23 aprile 2008

Sono ormai più di venti giorni che non vengono raccolti i rifiuti.             Speravamo che la visita del Cardinale Sepe a San Rocco avrebbe indotto i responsabili dell’ASIA alla pulizia della zona,  come spesso accade in simili circostanze.
Non è stato così!
Speravamo che l’election day avrebbe spinto i politici ad interessarsi maggiormente delle condizioni in cui vivono i propri elettori.
Non è stato così!  
Non riusciamo a capire perchè la nostra zona, più delle altre, deve subire il disagio dell’emergnza rifiuti.

Gli incontri avuti con i responsabili dell’ASIA al culmine della crisi ci hanno fatto capire che si ragiona in termini i priorità dettate da influenze non sempre lecite     

23
Chideremo di nuovo l’elemosina all’ASIA.
Intanto qualcuno brucia i rifiuti, qualcun’altro dentro i rifiuti ci rovista mentre le nere colonne di pneumatici già da tempo fanno  parte del nostro paesaggio.

Mar
10

BERNARDO IOVENE
Buongiorno, voi che state facendo?
DONNA ANONIMA

Prendiamo del ferro vecchio.  

BERNARDO IOVENE
Ferro vecchio, state bruciando 
però                                                           

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DONNA ANONIMA
No, no.

BERNARDO IOVENE                                                               
Questo fa male! Poi bruciate tutto?
UOMO ANONIMO
No, no!

BERNARDO IOVENE         dsc01173.jpg                 
No? E quello chi lo sta bruciando là?
UOMO ANONIMO
No, no, solo ferro vecchio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Stanno bruciando la gomma per tirare fuori il rame dai fili elettrici. Questa è l’operazione che produce più diossina in assoluto, che si disperde nell’aria e poi si deposita sul terreno.

BERNARDO IOVENEfotolettierir-035.jpg
Cioè avevano bruciato la plastica per tirare fuori il rame?

SERGIO D’OFFIZI -TECNICO SOGIN
In genere le diossine vengono fuori da queste plastiche che contengono del cloro.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Le plastiche non vengono bruciate di nascosto.

BERNARDO IOVENE
Che cosa sta raccogliendo Lei, il rame?

DONNA ANONIMA
Si il rame,ma perché mi stai facendo questo (l’inquadratura)?

BERNARDO IOVENE
Perché questo non si può fare, non si può fare questo qua.

DONNA ANONIMA
Ah, Non si può fare?

                                                        dsc01193.jpg

BERNARDO IOVENE
Tu però non puoi bruciare!

DONNA ANONIMA
Non posso bruciare, allora fai questo, riprendi il fuoco e non a me!

BERNARDO IOVENE
E chi l’ha bruciato lì?

dsc01174.jpg

DONNA ANONIMA
Si è bruciato da solo!

BERNARDO IOVENE
Da solo si è bruciato?         

DONNA ANONIMA
Eh da solo!

Abbiamo ripreso un estratto del testo del servizio trasmesso dalla trasmissione REPORT del 10/3/2008 in cui si sottolinea la pericolosità dei fumi prodotti dalla combustione delle plastiche dei fili elettrici per estrarre il rame in essi contenuti. BERNARDO IOVENE è il giornalista, la donna anonima una rom  che brucia il rame. Le riprese effettuate nei pressi di Acerra, ci fanno rivivere la situazione che anche noi subiamo quotidianamente a Ponticelli. Nelle foto dell’insediamento dei rom di via Malibran inserite, si può notare come il fuoco lento e continuo, tenuto acceso per sciogliere la plastica contenete il rame, prosegue per l’intera giornata e anche di notte. I fumi sprigionati dalla combustione rendono l’aria dei dintorni  irrespirabile. A nulla serve chiedere l’intervento dei Carabinieri della PS dei Vigili del Fuoco della Polizia Municipale che molto garbatamente declinano l’invito. Gli effetti di questa continua inalazione di sostanze tossiche a cui siamo sottoposti si scopriranno nel tempo.

 Pensiamo, però, che se non si ferma subito quest’attività le conseguenze saranno molto gravi per noi cittadini della zona.

Feb
27

Nel sito di stoccaggio temporaneo in via nuova delle brecce scaricano mezzi provenienti da altre municipalità.

 vbrecce.jpg

I dirigenti locali dell’ASIA che lo hanno approntato per permetterci di non affogare completamente nei rifiuti, evidentemente si trovano a fare i conti con pressioni provenienti dall’alto, atte a tutelare zone della città rispetto ad altre. E se a Pianura (altra situazione stesso principio) non hanno voluto i rifiuti di altri quartieri perchè dovremmo essere noi a prenderli? Tanto più che nella nostra zona esistono zone critiche  dove la raccolta viene effettuata, nella migliore delle ipotesi, ogni 3/4 settimane (vedi via Lettieri).                           

                    fotolettierir-030.jpg                      

 Almeno fosse garantita la raccolta ordinaria dei rifiuti. Forse  che i dirigenti Asia dell’area est di Napoli non hanno a disposizione i mezzi per garantire la raccolta ordinaria dei rifiuti  perchè questi vengono dirottati in altre municipalità? 

Non lo vogliamo pensare.

Invitiamo però i politici della nostra municipalità e quelli eletti nella nostra circoscrizione elettorale di farsi portavoce dell’istanze provenienti dal nostro territorio. 

Gen
29

In piena emergenza rifiuti la nostra strada è diventata, come dappertutto, una discarica. Abbiamo aspettato pazientemente e con fiducia che l’apice della crisi passasse sperando nella provvidenza e nel buon senso dei responsabili dell’igiene pubblica. Ma quando abbiamo riscontrato che il trattamento riservato alla nostra strada era diverso da quello riservato a strade adiacenti, siamo intervenuti presentandoci ai responsabili dell’ASIA, chiedendo un immediato intervento di rimozione, lo spazzamento della strada la rimozione delle erbacce. Cosa avvenuta il giorno successivo alla richiesta. Inoltre abbiamo ribadito la richiesta di un incontro con i dirigenti e i funzionari dell’azienda, per esporre le nostre riserve sulla modalità e frequenza degli interventi di ritiro e spazzamento dell’area e per proporci come referenti per eventuali iniziative di sensibilizzazione e promozione della raccolta differenziata rivolte ai cittadini della zona.

Altro fattore di degrado della zona sono gli insediamenti abusivi occupati dei cittadini dell’est europeo che ,come più volte denunciato alle autorità competenti e dalle pagine del nostro blog, contribuiscono non poco a tale condizione. Ribadiamo che il numero di persone che occupano questi insediamenti ha raggiunto ormai le diverse migliaia, in più si sta assistendo ad una nuova disposizione delle fatiscenti strutture in cui queste persone vivono, con ampliamento dello spazio destinato ad ogni nucleo familiare, cosa che denota la volontà di stabilirsi definitivamente in zona. Sempre più frequentemente si nota la presenza in questi campi di nuovissime auto e furgoni che trasportano ogni genere di merce, alla faccia della povertà di cui si dice di queste persone. La loro attività principale la raccolta del ferro e del rame si è incrementata . I piccoli falò per la pulizia del rame dall’involucro di plastica che lo contiene sono aumentati, con la conseguenza che i cittadini della zona sono costretti ha respirare i fumi, sicuramente tossici, sprigionati dalla combustione. A nulla servono le segnalazioni ai vigili del fuoco e alla polizia che non vedendo alte fiamme non intervengono.

Il nostro comitato ha più volte denunciato alle autorità competenti la condizione in cui siamo costretti a vivere, ha più volte sollecitato le istituzioni ad un confronto su questi temi. Cosa sistematicamente disattesa.

Evidentemente la protesta civile non paga.

Facciamo appello ai rappresentanti istituzionali eletti nella nostra circoscrizione elettorale che siedono nei banchi del consiglio comunale o regionale (e ve ne sono) a darci una mano affinchè tale condizione venga affrontata e possibilmente risolta dalle autorità pubbliche competenti.