“L’avevamo detto!” E’ una delle espressioni più antipatiche che si possano ascoltare, perché implica sempre che qualcosa si sarebbe potuto fare per scongiurare un qualche avvenimento negativo.

Eppure lo dobbiamo dire!
Le denunce alla Polizia e ai competenti uffici comunali, gli esposti all’autorità giudiziaria sono sistematicamente caduti nel vuoto, al punto da ritenere le Istituzioni vere responsabili morali dell’assalto ingiusto, incivile e indecoroso ai campi rom.
I tanti segnali di insofferenza che nel tempo si sono succeduti sono passati tra l’indifferenza di politici, forze dell’ordine e autorità giudiziaria nonostante le denunce che da più parte venivano, da comitati civici e da privati cittadini.
In condizioni normali, quanto successo sabato 10 maggio sarebbe rimasto fatto delinquenziale, gravissimo e inaudito ma circoscritto alle persone coinvolte, mai avrebbe potuto trasformarsi in una caccia al rom o in una feroce guerriglia.
Invece quella è stata la miccia, su cui, probabilmente, qualcuno ha soffiato più del necessario per far esplodere un malcontento ben conosciuto da tutti, ma trascurato da quelli che hanno tuttora il dovere istituzionale di intervenire.
Era noto a tutti che la situazione andava deteriorandosi.
A mo’ di esemplificazione, e solo per riportare qualcuno dei tanti titoli che i giornali, nei mesi scorsi, hanno riservato al problema citiamo quello del 28 settembre 2007:
“I VIGILI ABBATTONO IL RECINTO DEI ROM”
Ponticelli, soddisfatti i residenti che denunciano: Questa zona è diventata invivibile.
Oppure uno del 5 ottobre 2007:
“PONTICELLI, CASA NOMADI CERCASI”
Ai ferri corti il rapporto tra rom e residenti: Ogni giorno si rischia la zuffa.
Oppure quello del 10 febbraio 2008:
“ANCORA ROM A NAPOLI EST, RESIDENTI SUL PIEDE DI GUERRA”
E guerra è stata.
Negli occhi i roghi, quasi come Beirut o Bagdad.
I rom sui loro malandati tricicli, costretti alla fuga, hanno fatto rivivere l’angoscia delle carovane degli sfollati dei tempi di guerra.
I campi rom abbandonati che, uno alla volta, vengono incendiati con una strategia da cecchini, senza che le forze dell’ordine presenti riescissero a tenere sotto controllo il fenomeno.
“Un gruppo composto in prevalenza da donne e bambini canta e applaude mentre le fiamme divampano nel campo che fino a ieri accoglieva decine di famiglie rom”( dispaccio ANSA del 14.5.2008).
Perché la VI Municipalità del Comune di Napoli ha tergiversato tanto nel decidere di dare una soluzione al problema?
Quale attenzione ha avuto l’apparato comunale, maggioranza e opposizione in un tutt’uno, riguardo agli stanziamenti rom?
Perché l’Assessorato alle politiche sociali del Comune non è intervenuto?
Perché le forze dell’ordine non hanno preteso il rispetto delle regole anche da parte dei rom?
Perché la Magistratura ha ritenuto di non dover intervenire?
Tutti hanno avuto sempre le mani…legate.